24 x 24

2010
Video ufficiale della mostra / evento 24×24, proiettato in anteprima presso lo Studio Abate il 26 febbraio 2010. 

24 x 24 è una rassegna/evento di 24 mostre personali della durata di 24 ore ciascuna, realizzata all’interno della galleria Opera Unica dal 22 Gennaio al 14 Febbraio, per un progetto in collaborazione tra Takeawaygallery ed Opera Unica.  Per 24 giorni altrettanti artisti si sono succeduti nella realizzazione, installazione e presentazione di un’opera all’interno del “cubo bianco” di via della Reginella. Tutta la manifestazione è stata documentata da un video a cura di Andrea Pochetti, che verrà proiettato in anteprima la sera dell’inaugurazione presso lo StudioAbate.
Il progetto 24 x 24, il cui nome e spirito deriva da una serie di happenings presentati alla libreria Feltrinelli nel 1967, è un tentativo di lanciare un sasso nello stagno, in un periodo di stasi e attesa. Sulla scia di questo, e di altri illustri predecessori, come La Tartaruga e, più recentemente, L’Attico, si è tentato di “creare un’occasione d’incontro”, “ricostruire un clima favorevole a parlarsi”, o ancora produrre “una continuità, una solidarietà: di un’opera con l’altra e di un artista con l’altro”. Anche in quest’occasione si è cercato di privilegiare il momento dell’incontro, dello scambio e del confronto: la possibilità di incontrarsi quotidianamente per rendere la comunità artistica più partecipe e consapevole.
Gli artisti partecipanti, da Giancarlo Neri ad Anastasia Kurakina, sono la testimonianza della ricchezza e varietà del panorama artistico romano. Senza vincoli di tecnica o tematici, gli artisti si sono espressi liberamente secondo l’urgenza della propria ricerca: dalla ri-citazione critica ed ironica di Duchamp (Neri, Precioso), secondo un’arte che indaga solo il farsi dell’arte (Claudio Di Carlo, Fincato, Guerin, Viola), alla rivisitazione in veste moderna della pittura di paesaggio (D’Amico, Gregory Di Carlo, Guerin, Mazza); dall’evasione nel sogno e nel gioco (Kurakina, Mulas, Procaccioli, Ricchi), alla critica graffiante della civiltà moderna (Alonzo, Assenza, de Filippis, Mazza, Rizzuto, Tumminello); dall’espressione umana come mezzo per sommuovere le coscienze (Galante, Orlandi Dormino, Monaco), alla commemorazione e alla memoria (Biavati, Orlandi Dormino, Salvucci).
Comune denominatore è stata la partecipazione attiva da parte del pubblico, chiamato ad interagire nella fase di creazione e realizzazione, motore di interrogativi e proposte; pubblico che è divenuto parte integrante dell’opera d’arte, non più solo spettatore passivo ma artefice esso stesso, secondo un’opera che vive nel suo realizzarsi in confronto con chi interviene.